La storia di 4 donne: CONTI DOROTEA 18 anni, ALBRICCI ROSA 19 anni – CONTI MARGHERITA 29 anni e l’unica sopravvissuta ma sfigurata SIMONCELLI ANDREINA FIORA nata a Bondione il 22/03/1894 morta a Valbondione il 7/12/1960, che nell’anno 1919 furono coinvolte in un tragico incidente.
Pensando alla realizzazione di una grande opera come è la Nostra diga del Barbellino (considerata una delle grandi opere ingegneristiche del Duce – video istituto luce link video: https://patrimonio.archivioluce.com/luce-web/detail/IL3000051975/1/parte-prima-e-parte-seconda.html?startPage=0) non saremmo portati a pensare che un ruolo fondamentare è stato giocato dalle donne, ma sono proprio le donne che con fatica e sacrificio, ne hanno permesso la costruzione trasportando in spalla l’esplosivo necessario a frantumare roccia per la costruzione della diga.
Tutto ha inizio dalle baite di Maslana, nella località Ca di Caf, da qui le donne iniziavano il loro percorso di duro lavoro dapprima risalendo i boschi verso la Val di Coca, per poi imboccare un
sentiero poco conosciuto, chiamato “Via dei Franchi”, verso il “Pià di Masù”, alla fine del quale vi era il luogo di raccolta dell’esplosivo, che sarebbe poi stato trasportato tramite teleferica alla galleria soprastante (località Pulidrì – chiamate così le finestrelle/aperture della galleria).
Il 25 Aprile 1919 era per Dorotea, Rosa, Margherita e Andreina un giorno come tutti gli altri: partite dalle loro baite di Maslana all’alba, si erano dirette verso la “Polveriera”, trasportando in spalla cassette di legno che arrivavano a pesare fino a 25 kg l’una. La destinazione finale, purtroppo mai raggiunta, era Pià di Masù.
A metà percorso infatti una delle 4 donne inciampò, facendo così cadere la cassetta contenente il pericoloso materiale che stava trasportando e causando un’esplosione, che costò la vita a lei e ad
altre due sue compagne. Solo una delle ragazze, Andreina, riuscì a salvarsi dall’esplosione, in quanto si trovava alcuni metri in coda al gruppo. Purtroppo però Andreina perse la vista da un occhio e rimase sfregiata.
Li riposa in onore del loro prezioso ricordo la croce con inciso i nomi delle donne a memoria.









