Rovine antiche dei forni di Gavazzo

Forno Fusorio di Gavazzo

Il forno fusorio era sede di molti lavoratori anche arrivati da fuori provincia per lavorare i carichi di minerali estratti dalle miniere di Lizzola (denominati Lupi), ma che lavoravano anche i minerali estratti dal vicino confine della Val di Scalve ( Vilminore di Scalve) con le miniere della Manina e le sue case rosse che accoglievano i minatori.

Qui, per cinque secoli, si è fuso il ferro estratto dalle miniere dell’Alta Valle. Lo usavano per costruire spade e altre armi nei laboratori di Gorno e Gandellino e Gromo (famosa borgo del ferro e sede dei grandi feudali della valle seriana).

CURIOSITA’ ANCHE GAVAZZO HA LA SUA SPADA NELLA ROCCIA, INCASTONATA IN UNA ROCCIA ADIACENTE AL PARCO GIOCHI.

I forni ormai sono in rovina ma con attenzione si identificano ancora tutti gli edifici che dominavano la piccola frazione:

  • case degli operai sulla sponda abitata di gavazzo che si affacciano sul fiume Serio e sono ancora visibili le costruzioni di antica fattura
  • la chiesa che ha metà anni ‘900 è stata però ricostruita e ingrandita
  • il ponte in pietra che collegava le case degli operai al forno
  • i depositi muraglioni a confine del fiume Serio sulla sponda del fono dove veniva depositato il materiale
  • gli edifici di lavoro
  • e “gli uffici” la palazzina liberty restaurata a settembre 2013.
DISLIVELLO
LUNGHEZZA PERCORSO
DIFFICOLTÀ
bassa
SENTIERO
TEMPO PERCORRENZA

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