ESPERTI – Cima Druet 2913 mt

Cima Druet

La cima Druet si raggiunge passando per i laghetti di Valmorta  

SENTIERO IN SOMMITA’ POCO SEGNATO A LATO DELLA CIMA CAGAMEI

percorso:

Per salire al Rifugio Curò lungo la pista sterrata che poi diventa mulattiera (segnavia 305) abbiamo 2 varianti di partenza da Valbondione che poi convergono quasi subito. La seconda permette di risparmiare circa 15 minuti di cammino e una cinquantina di metri di dislivello. Vi è poi una terza variante che prende avvio dalla frazione Lizzola

Variante 1, dalla frazione Beltrame (q. 900 m): dal grande parcheggio nei pressi del palazzetto dello sport ci s’incammina in salita lungo la strada asfaltata e si prende la via on.le T. Pacati. Un centinaio di metri più avanti si compie un tornante destrorso e si prosegue ancora per un altro centinaio di metri, fino ad un bivio, dove si prende, a sinistra, la via Curò che all’inizio riporta diversi cartelli indicatori per i Rifugi Curò, Consoli e Barbellino. Si segue la strada che sale con pendenza costante, inizialmente ancora asfaltata, poi sterrata e che si addentra in un fresco bosco (segnavia 305). Nel prosieguo si incrocia, a sinistra, il sentiero che sale dalla frazione Grumetti, la seconda variante di partenza.

Variante 2, dalla frazione Grumetti (q. 950 m): Dopo un centinaio di metri si prende la prima deviazione a sinistra (via Beltrame) e la si segue per circa 1 km o poco più. Al termine della strada c’è una grande cappella della Madonna della Montagna e un ampio parcheggio dove lasciare l’auto. S’imbocca quindi la sterrata che aggira la cappella e poi il sentiero che sale a destra. Poco sopra ci sono dei cartelli, si prende a destra il sentiero 305B e si sale nel fitto bosco con sostenuta pendenza, per circa 20 minuti, fino ad incrociare la pista sterrata della prima variante che sale da Beltrame.

Variante 3, dalla frazione Lizzola (q. 1259 m): si esce dal parcheggio del palazzetto dello sport e si sale lungo la strada (via on.le T. Pacati) per circa 6 km, fino a Lizzola. Si oltrepassano in salita le case del paese fino ad un bivio, dove si devia a sinistra sulla via Manina (indicazione anche per Rifugio Curò). Dopo poche decine di metri, sulla sinistra c’è un ampio parcheggio dove lasciare l’auto. Si imbocca quindi la strada in leggera discesa e di fianco alla chiesa, seguendo le indicazioni (Rifugio Curò a h 2.45) e il segnavia 306 si prende una stradina sterrata che ben presto diventa sentiero e sale per prati. Poco più in alto si entra nel bosco e si prosegue sul sentiero che rimane sempre ben evidente e segnalato. A ripidi strappi si susseguono traversi pianeggianti con brevi saliscendi, per un lungo tratto. All’uscita del bosco si traversa una colata di detriti e poi si prosegue sul sentiero con ripide salite ma con percorso nel complesso molto più altalenante. Infine si scende per un buon tratto fino a raggiungere, all’ultimo tornante, la mulattiera del sentiero classico delle precedenti varianti. A conti fatti, ci si impiega di più che a partire da Grumetti, si perde quasi tutto il dislivello iniziale ed inoltre il percorso è più faticoso. A nostro avviso la variante 2 è quindi la migliore.

Dal Curò si segue ora il sentiero pianeggiante CAI 303 / 323 che aggira il rifugio al suo termine si arriva alla casa dei guardiani, in prossimità della corona del muraglione della diga. Per entrare in Valmorta sarebbe sufficiente attraversare della diga e poi prendere il sentiero, inizialmente pianeggiante, che si stacca verso sinistra, all’altezza della corona, ma l’accesso non è consentito ed è sbarrato da cancelli.
Bisogna quindi scendere l’evidente sentiero che conduce a metà strada, tra il laghetto della diga di Valmorta a sinistra e la base dell’alto muraglione della diga del Barbellino a destra. Si risale poi il percorso è facile ed evidente CAI 323. Si attraversa la desolata ma bellissima Valmorta dove si trova il piccolo Lago di Valmorta (q. 2148 m). Qui si abbandonano ovviamente i segnavia che condurrebbero alla Bocchetta del Camoscio e si seguono, gli ometti di pietre e i bolli. Si inizia a salire a sinistra del piccolo torrente si sale più ripidamente il canalone detritico che ha origine alla Bocchetta di Cagamei e che divide la nostra Cima Orientale a sinistra dalla Cresta di Valmorta a destra.
Si seguono gli ometti e i bolli fin quasi alla sommità di questo canalone detritico e quando questi svoltano a destra (condurrebbero in vetta al Pizzo del Diavolo della Malgina), li si abbandonano e con percorso si traversa a sinistra e s’imbocca al centro il canale, ora roccioso, dove scorre il corso d’acqua. Lo si risale facilmente per poco meno di un centinaio di metri e non appena possibile si esce a sinistra e si traversa una larga cengia in buona parte erbosa. Con percorso più ripido si prosegue in salita e ci si immette nel lungo canalone detritico trasversale che divide la Cima Orientale da quella Occidentale.

ALTRE INFO SU SENTIERO

DISLIVELLO
2000 mt.
LUNGHEZZA PERCORSO
10km
DIFFICOLTÀ
alta
SENTIERO
305-303-323
TEMPO PERCORRENZA
6.3

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