La Diga del Barbellino è una delle tante testimonianze della storia delle grandi opere dei primi decenni del ‘900 che si possono ancora ammirare in ValSeriana.
La costruzione della diga è stata progettata a partire dal 1917. L’idea di costruire una diga che raccogliesse le acque della zona prevedeva inizialmente la costruzione di una diga all’altezza del Pian del Campo, ovvero nella parte alta della vallata che dall’abitato di Fiumenero si dirige verso il Pizzo Redorta, ma, nonostante il bacino sopra Fiumenero prevedeva una capienza maggiore, la conformazione delle montagne dove la diga doveva essere costruita era stata giudicata insicura e per questo è stata preferita la costruzione della diga del Barbellino. La costruzione della diga fu terminata nel novembre del 1931. Collegata storicamente alla costruzione e al funzionamento della Centrale dei Dossi .
Il lago del Barbellino è un bacino artificiale situato sopra Valbondione nella ex conca del Barbellino (seppellendo sott’acqua anche la baita della malga). E’ il più grande lago artificiale delle Orobie bergamasche, mentre è secondo se si considera anche la porzione Valtellinese, dietro al lago di Belviso.
Situato a un’altezza di 1.862 m, raccoglie le acque provenienti dalla Valle del Trobio, dalla Valle della Cerviera, dalla Valle della Malgina, dalla Valle del Lago e dal Lago del Barbellino Naturale / Sorgenti del Serio.
Il caratteristico colore verdastro è dovuto alla torbidità delle acque provenienti dalla Valle del Trobio, vallata racchiusa tra il Monte Costone, il Monte Trobio, il Monte Gleno, il Pizzo dei Tre Confini e il Pizzo Recastello, e alla sommità della quale si adagia il Ghiacciaio del Gleno, uno dei pochi ghiacciai ancora in vita nelle Orobie bergamasche, e sicuramente il più importante.
Per raggiungerlo si parte da Valbondione e si prosegue lungo la carrabile in direzione del Rifugio Antonio Curò. La passeggiata ha pendenza pressoché regolare, arrivando al TAGLIAMENTO passaggio panoramico e surreale dentro la roccia tagliata in periodo di guerra come “via dei Franchi” come passaggio delle truppe.
La costruzione della diga fu terminata nel novembre del 1931. La diga era stata costruita pensando all’ingente richiesta di energia che serviva alla Valle Seriana, dove l’industria (soprattutto tessile) si stava sviluppando a pieno ritmo.













