Confine fra la Valle Seriana e la Valle di Scalve tra Lizzola e Nona strettamente legati fino all’antichità.
Da qui è possibile ammirare la Presolana, Sasna e le frazioni di Nona, e Lizzola.
Questo posto, inoltre, è uno scrigno di storia del territorio, e ospita testimonianze dirette dell’antica attività estrattiva mineraria.
Per la discesa verso la Val di Scalve dalla chiesetta della Manina lungo il sentiero 407 passando per la Malga Barbarossa e scendendo fino alla frazione di Teveno.
Per la discesa verso la Val Seriana dalla chiesetta della Manina lungo il sentiero 307 passando per le Piane di Lizzola e scendendo fino alla frazione di Lizzola.
La leggenda della STREGA DELLA MANINA:
C’era una volta Lizzola un piccolo borgo nascosto tra i ripidi pendii della Valle del Fiume Bondione. A Lizzola di viveva felici, appassionati di montagna e di sci ed al lavoro nella miniera di ferro.
una tranquilla mattina di maggio a Lizzola fervevano i preparativi per organizzare la festa del patrono San Bernardino. Tutti gli abitanti del paese si davano da fare…non sapevano però che ad osservarli c’era la strega della Manina.
Da anni progettava la sua vendetta nascosta tra i boschi nei pressi del Passo della Manina, da quando la gente di Lizzola l’aveva cacciata. Al momento giusto, tra canti e balli, scatenò su lizzola una violenta tempesta di fulmini, ghiaccio e saette che avrebbero portato il paese alla miseria ad alla rovina.
Gli abitanti del paese corsero subito alla Chiesa per radunarsi ad affrontare insieme la strega. Il sagrestano corse nella furiosa tempesta e raggiunse il campanile della Chiesa per suonare la campana parrocchiale.
Come d’incanto con i primi rintocchi della campana, la bufera si quietò. Fu udita riecheggiare nel cielo la stridula voce della strega della Manina: “Chèla maledèta campanela de Lidola la m’ha fàcc amò turnà ndrè!”









