Il cuore algido delle Orobie: il Lago della Malgina
ARTICOLO. Rimango sempre affascinato dai laghetti alpini, tanti piccoli quadri dipinti con sorprendente maestria da madre natura. Ognuno diverso dall’altro e ciascuno entusiasmante a modo suo. Le Orobie regalano specchi d’acqua meravigliosi che spesso accompagnano le escursioni
Alcune volte questi laghetti possono rappresentare la meta di una gita che, pur senza l’emozione della conquista di una vetta, regala comunque grandi soddisfazioni all’escursionista. In alta Valle Seriana, in territorio di Bondione, c’è un piccolo laghetto che è capace di conquistare gli animi: il Lago Gelt. Il nome evoca brividi di freddo e, in effetti, per molti mesi l’anno è ricoperto da neve e ghiaccio. Ma quando l’estate fa capolino sulle alte vette seriane ecco che i ghiacci si ritraggono e rivelano del lago la suggestiva forma a cuore.
Per gustarne appieno la visione consiglio di raggiungere il Lago provenendo dall’alto, la sorpresa sarà maggiore. La gita, per la sua lunghezza e per il dislivello complessivo (28km con 1850m D+) è adatta ad escursionisti ben allenati. Chi è meno avvezzo alle salite (e alle discese…!) può optare per un pernottamento presso i rifugi Curò o Ludwigsburg al Barbellino, così da non trasformare in sofferenza il piacere di una gita.
Per chi invece è più che ben allenato e vuole sfidare sé stesso, a settembre in programma la Devil Sky Race, la gara di corsa in montagna organizzata da Tre laghi tre rifugi e Rifugio Curò che si svolge proprio sul percorso che adesso vi racconto.
Si parte dall’abitato di Valbondione (900m) imboccando l’itinerario per il rifugio Curò.
Giunti al Lago della Malgina si prosegue la discesa lungo il sentiero n.310 che percorre la valle formata dal torrente originato dal lago. Si procede in direzione SudEst e in tempi rapidi si arriva ad incrociare la mulattiera che conduce al Lago naturale del Barbellino (da noi percorsa in salita qualche ora prima). Torniamo quindi sui nostri passi fino a Valbondione: la strada è ancora lunghetta pertanto armatevi di pazienza e di buoni argomenti per rendere più piacevole il rientro. Solo quando si torna a costeggiare il Lago artificiale del Barbellino si comprende appieno il valore di quei bagni nelle sue refrigeranti acque. Difficile resistere alla tentazione!
P.S. suggerisco di affrontare l’escursione in piena stagione estiva (metà luglio-metà settembre) quando la neve, normalmente, non rende troppo complicato il cammino.
Fonte @Eppen : https://bit.ly/3gzlXo4

