MEDIA DIFFICOLTA’ – Lago Gelt a forma di CUORE

Il cuore algido delle Orobie: il Lago Gelt

#valbocuoredelleorobie

ARTICOLO. Rimango sempre affascinato dai laghetti alpini, tanti piccoli quadri dipinti con sorprendente maestria da madre natura. Ognuno diverso dall’altro e ciascuno entusiasmante a modo suo. Le Orobie regalano specchi d’acqua meravigliosi che spesso accompagnano le escursioni

Alcune volte questi laghetti possono rappresentare la meta di una gita che, pur senza l’emozione della conquista di una vetta, regala comunque grandi soddisfazioni all’escursionista. In alta Valle Seriana, in territorio di Bondione, c’è un piccolo laghetto che è capace di conquistare gli animi: il Lago Gelt. Il nome evoca brividi di freddo e, in effetti, per molti mesi l’anno è ricoperto da neve e ghiaccio. Ma quando l’estate fa capolino sulle alte vette seriane ecco che i ghiacci si ritraggono e rivelano del lago la suggestiva forma a cuore.

Per gustarne appieno la visione consiglio di raggiungere il Lago provenendo dall’alto, la sorpresa sarà maggiore. La gita, per la sua lunghezza e per il dislivello complessivo (28km con 1850m D+) è adatta ad escursionisti ben allenati. Chi è meno avvezzo alle salite (e alle discese…!) può optare per un pernottamento presso i rifugi Curò o Ludwigsburg al Barbellino, così da non trasformare in sofferenza il piacere di una gita.
Per chi invece è più che ben allenato e vuole sfidare sé stesso : partenza dall’abitato di Valbondione (900m) imboccando l’itinerario per il rifugio Curò. Considerata la lunghezza dell’escursione consiglio di puntare direttamente al rifugio anche se l’itinerario che tocca il suggestivo borgo di Maslana e l’osservatorio floro-faunistico è sicuramente più appagante. Camminando di buona lena in un paio d’orette si guadagnano i 1915m del rifugio Curò. La meritata sosta permette di rifocillarsi gustando il paesaggio: il Lago artificiale del Barbellino con le sue acque turchesi accompagna lo sguardo verso la meravigliosa mole del Pizzo Recastello.

La discesa verso il Lago richiede un po’ di attenzione: non è ripida ma il sentiero è piuttosto malmesso con i sassi resi instabili dal disgelo. Rapidamente si perde quota e si nota che il sentiero non transita per il Lago mantenendosi invece alla sua sinistra. Per raggiungere le sue sponde è necessario abbandonare il percorso seguendo la direzione logica tra massi e facili roccette. La sosta diviene strategica per riposarsi e gustare un panino sicuramente delizioso. Siamo a quota 2561m.

Ritemprati nel fisico, si torna sul sentiero originale. In pochi minuti ecco presentarsi ai nostri occhi un’altra meraviglia: il Lago della Malgina (2340m). Un cerchio perfetto di colore blu scuro al cospetto della maestosità del Diavolo della Malgina che con i suoi 2924m rappresenta la massima elevazione della zona.

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DISLIVELLO
850 mt.
LUNGHEZZA PERCORSO
DIFFICOLTÀ
media
SENTIERO
310
TEMPO PERCORRENZA
5h

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